Se ti piace il rock devi avere almeno un album dei Troggs

The_Troggs_(1966)

Perché mi chiedete?

Perché se ti piace il rock ti piacciono i Troggs. È così, è matematica, anzi amici miei: è biologia.

Lasciate perdere a piè pari le nozioni storiche, il fatto che fossero proto-punk dal 1964 o giù di lì, perché il punto fondamentale della questione è che i Troggs provocavano sotto tutti gli aspetti, e questo è rock.

Perché il rock è provocazione, ma nel senso più ampio del termine, ti porta al centro del ring e ti lancia addosso di tutto, dalla rabbia alla depressione, dalla riflessione sulla politica contemporanea al teatro, il rock ha questo potere incredibile di essere il mezzo musicale più democratico e potenzialmente anche quello più duttile per veicolare qualsivoglia messaggio.

Ma per svegliare il tuo interlocutore dal torpore brit pop devi provocarlo. Non necessariamente questo significa riff su riff fuzzati all’inverosimile, anche Sea Song di Robert Wyatt provoca qualcosa, e lo fa con prepotenza sebbene le sue note siano dolci e sembrano provenire dal profondo oceano dell’esistenza. Wyatt ti trascina con sé in quel gelido mondo con il suo intimo falsetto e le sue meravigliose immagini, ma la sua musica non è intellettualmente chiusa perchè non è assolutamente auto-referenziale, anzi: ti sta cercando, vuole che tu sia pienamente partecipe, e quindi ti spinge in mezzo al ring.

Questo discorso i Troggs non lo avevano capito, ma ce l’avevano nel sangue.

Quando parte Feels Like a Woman senti tutta l’energia di quella prepotenza, anche se non lo vedi sai che Reg Presley sta facendo qualche immonda smorfia, il suo canto ignorante poi è una ciliegina su una torta di per sé già deliziosa.

Wild Thing, I Don’t, Bass For My Birthday, I Can’t Control Myself, Black Bottom, Strange Movies, sono troppe le perle dei Troggs che non dovrebbero mancare in nessun scaffale o raccolta mp3 (o FLAC, se siete più raffinati di Presley), perché dopo il rockabilly infuocato di Jerry Lee Lewis e il garage degli albori dei Kingsmen e dei Wailers ci furono gli sguaiati e provocanti Troggs a buttare le basi per il rock che sarà.

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Una risposta a “Se ti piace il rock devi avere almeno un album dei Troggs

  1. AMO i Troggs.
    Credo che con “sguaiati” tu abbia reso perfettamente l’immagine e lo stile. In tempi in cui ogni cosa rischiava di passare per provocazione, alcuni gruppi provocavano davvero.
    Baci.

Insultami anche tu!

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