Pere Ubu – New Picnic Time

Etichetta: Chrysalis
Paese: USA
Pubblicazione: 1979

2 pensieri riguardo “Pere Ubu – New Picnic Time”

  1. Posso dire che i tuoi video sono piacevoli e molto interessanti, che fai un ottimo e ponderato uso dei vocaboli, e che il tono di voce tranquillo ma non soporifero permette di buttare giù senza fatica anche le informazioni più particolari?
    Complimenti, davvero.
    .
    Ho la curiosità di sapere cosa ne pensi di due band che orbitano nell’alt/post-punk dei novanta, che certamente (in misure oblique e non ovvie, certo) ai Pere Ubu devono qualcosa: i Modest Mouse, e i Three Mile Pilot. Poiché io non so ancora bene cosa provare riguardo a questi complessi.
    I MM hanno debuttato in modo spaventosamente valido, e trovando subito dopo (in “Lonesome Crowded W.”) una buona forma intellettuale di alt-rock che però già deficita della profonda carica emotiva di “Long Drive”. E poi si sono spenti sempre più velocemente, all’insegna più dell’inconsistenza che dell’emotività.
    I TMP invece non so proprio come parlarne, sono dei sofisticatissimi cupi lagnosi che un colpo di ammaliano e l’altro spegni l’apparecchio acustico perché ne hai le palle piene; questo finché, rinculo-Stoccolma, Vacca Du Lupu e Chief Assassin (per non parlare dei successivi, sbilenchi e preziosi EP) ti entrano sottopelle e da lì non si schiodano.
    .
    Insomma vorrei capire se li ami-stra-tanto oppure li odi-cheppalle-maancorahannofanstiqua.

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    1. Grazie per i complimenti Marco, ci sto provando di brutto, non è facile e ci sono diverse cose di cui non sono contento, ma almeno posso parlare di musica con un ritmo sostenibile, finalmente.

      Three Mile Pilot sicuramente un giorno rientreranno nella sezione “classici” delle mie recensioni, storti e sconclusionati come pochi. In realtà molto più melodici di quanto si tenda a pensare, nascondo bene le loro influenze più moderne, ma i loro giri di basso potrebbero benissimo comparire in un album dei Soundgarden e nessuno se ne sarebbe accorto. Se ne fregano dell’ascoltabilità, ma non nel senso più drammatico e cataclismatico del termine (tipo Pussy Galore), ma nel senso che si adoperano con precisione certosina a lasciarti nel dubbio di come potrebbe evolversi la canzone, ogni cambio di tempo nei TMP cambia completamente il mood del pezzo!

      Come certamente saprai MM e TMP hanno molto in comune (anche una band!) ma per me sono molto differenti sotto quasi tutti gli aspetti musicali. MM hanno una cura del dettaglio ingegneristico maggiore, c’è maggiore ragionamento dietro ai pezzi. Nei primi due album, dove vigeva una forte dimensione poetica del quotidiano credo esprimano tutto il loro potenziale, poi andato a farsi fottere bellamente. Pezzi come Out of Gas sembrano tirati fuori dalle nenie introiettate dei Royal Trux, solo suonate molto meglio! Per me già dal ’98 non esistono più, sono diventati una roba da easy listening imbarazzante.

      In futuro sicuramente ne parlerò più approfonditamente, comunque li apprezzo entrambi, sopratutto nei primi lavori.

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