Mr. Elevator & The Brain Hotel – Nico & Her Psychedelic Subconscious

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Freak, psichedelici, anni ’60 e troppo esplosivi per ignorarli, Mr. Elevator & The Brain Hotel sono una delle realtà più frizzanti dalla California.

Capitananti da un geniale Thomas Dolas, già da qualcuno elevato al ruolo di nuovo Ray Manzarek e nemmeno troppo a caso, sono un trio dalle potenzialità ancora da definire. Le strepitose acrobazie sui tasti di Dolas ricordano Ray Manzarek come il più cattivo Brian Auger, il basso di Andrew Minter sembra uscito fuori da una band beat post-Rubber Soul, il ritmo garage alla batteria di Wyatt Blair è il collante necessario per rendere il sound di questa band davvero riconoscibile.

Fin qui mi sono limitato a riportarvi notizie dall’internet, ma cosa c’è di preciso nel finora unico album pubblicato dai Mr. Elevator & The Brain Hotel?

Intanto partiamo dal 7” uscito l’estate scorsa, “Are You Hypnotize?”, citazione poco velata al mitico album di Jimi Hendrix, eppure l’unica cosa che hanno in comune è il rifarsi a quel periodo storico piuttosto che al suo rock, perché la roba che sgorga fuori dalle casse è puro garage rock, non quello rivisitato contemporaneo (Thee Oh Sees) ma una vera e propria ripresa degli stilemi classici del genere. 

Certo, la coda della title track di questo breve lavoro lascia intendere una ricerca, una sorta di sperimentazione sul modello dei sixties, mentre Dreamer e acido garage rock con un pizzico di indie. Tutto sommato una presentazione mediocre.

Ad ottobre la Burger Records rilascia il loro album d’esordio, questo “Nico & Her Psychedelic Subconscious”che è almeno due passi avanti i primi due singoli estivi, fra l’altro non presenti dell’album. Subito lanciatissimo il trio psych garage si ritrova in poco tempo ad essere l’headliner di numerosi festival e parte in giro per l’America per far impazzire folle di nuovi e vecchi garagisti e qualche bluesman (proprio ieri hanno suonato in compagnia dei Howlin Rain).

Già rinvangare una figura mitologica come Nico (per molti al pari di un Unicorno su un tappeto volante) è un ottimo modo per ricevere attenzione, ma qui non siamo mica dalle parti della Nico razionale alla “Desert Shore”, ma come ci suggeriscono questi tre californiani siamo nell’inconscio, nell’irrazionalità, nella follia colorata degli anni ’60 che una figura pop come Nico rappresenta.

La corsa spericolata di My Purple i, quell’attacco acido alla Manzarek di Mermaid Song, quel giro rubato al primo Santana di Right Where You Ought To Be (che si trasforma presto in una cantilena psichedelica filo-barrettiana), fino ad una classica Don’t Hold Back.

Parte di corsa anche Infinity, per poi perdersi in un sogno sempre più vicino a Syd Barrett che a Nico.

Diciamo che gli acuti di questo album sono nella breve e acidissima jam Grape Jelly, dove probabilmente sono racchiusi tutti gli elementi che rendono questo album decisamente intrigante. Ascoltatela su Bandcamp, così potete decidere se proseguire o saltare a piè pari questa band. Mentre i primi due pezzi d’apertura sono da antologia, Nico mescola sapientemente Doors, Question Mark & The Mysterians, The Music Machine e altro, riuscendo comunque a possedere un sound personale e riconoscibile! Lo stesso vale per la coda dove si sviluppa la caoticità dell’inconscio (& Her Psychedelic Subconscious).

Un album da avere assolutamente per chi adora questo genere di revival maturi e decisamente non retorici, Thomas Dolas sarà di certo uno dei protagonisti assoluti di questa nuova scena californiana. 

  • Lo Consiglio: ai garagisti di vecchio e nuovo corso, inoltre a tutti quelli che il rock di una volta dona sempre emozioni nuove.
  • Lo Sconsiglio: se credi che Ray Manzarek sia un musicista sopravvalutato allora è meglio che lasci perdere.
  • Link Utili: cliccate QUI per la pagina bandcamp della band e ascoltare l’album, mentre QUI per la pagina Facebook, se volete farvi un giro tra le ottime proposte della Burger Records invece cliccate QUI.

E ora, come al solito, qualche video:

Acida live con punte indie nel mitico Jam In The Van:

Ecco, sempre nel Jam In The Van, la psichedelica esecuzione di Nico and Her Psychedelic Subconscious:

Beh, dato che li ho citati…

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